"Nel nome di Dio clemente e misericordioso."
Grandiose cattedrali e una stupenda cappella reale, chiese che sembrano moschee, palazzi costruiti per essere luoghi di delizie e immersi in splendidi giardini: fu l'Eden sulla terra per i giovani sovrani di stirpe nord-europea che fondarono il Regno delle due Sicilie e vissero da emiri in mezzo ad un popolo cattolico mussulmano, ebreo e bizantino. I monumenti arabo-normanni di Palermo testimoniano di un'epoca considerata aurea della storia siciliana. "Sia lodato il signore dei secoli!", cosi recita in arabo un'antica iscrizione davanti alla Cattedrale di Palermo, invito di pace rivolto alle diverse fedi. In questa chiesa volle riposare Federico II "stupor mundi", nella città che con lui fu genitrice dei primi canti in lingua italiana.
Situata a 17 km da Palermo la città di SOLUNTO fu l'avamposto in Sicilia dell'avanzata cartaginese verso nord. A poca distanza i Greci fondarono HIMERA avamposto ellenico verso ovest. Lo scontro fu inevitabile: sotto le mura di Himera si disputò quell'epica battaglia (480 a.c.) che vide le forze greche di Sicilia confrontarsi con la potenza di Cartagine. Fu un grande momento di gloria della cultura occidentale, ma poco più tardi il prezzo l'avrebbe pagato Himera, Ilion di Sicilia.
Nel MUSEO ARCHEOLOGICO DI PALERMO la mostruosa gorgone Medusa viene uccisa da Perseo.
I Siciliani posero il suo volto, privato delle orribili zanne ma non dei suoi occhi pietrificanti, nella bandiera regionale
Il potere assoluto esercitato all'insegna della fede ,del fasto e della forca.
Fu l'epoca che sotto le classi dominanti e l'influenza ordinatrice della Controriforma amò rappresentarsi e celebrarsi fastosamente, nei costumi, nell'architettura, nell'arte. Purtroppo, dietro le facciate e le cerimonie sontuose si celarono anche prepotenza, oppressione e sofferenza.
In quell'epoca a Palermo naque, visse e operò in chiese e oratori il più grande stuccatore d'Europa.Seppe rappresentare in modo naturale e semplice la gioia infantile e la grazia femminile. Ma anche, allostesso modo,la povertà e la desolazione.
Si chiamava GIACOMO SERPOTTA
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"Nunc et in hora mortis nostrae. Amen "
Sono varie le dimensioni nelle quali si muove l' itinerario Gattopardiano: il romanzo le vicende risorgimentali, l'autore, la trasposizione cinematografica.
Sia lo sfondo storico del romanzo che la vita dei personaggi trovano riferimenti reali presso strade, vicoli, piazze, palazzi, ville, chiese di Palermo e di pochi altri luoghi. In questi luoghi si svolse anche l'esistenza solitaria dell'autore, il Principe di Lampedusa, e ad essi ritornò, poi, Luchino Visconti per ricavare l'ambientazione del suo film.
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